Reinventarsi per sopravvivere: il teatro ai tempi del covid

Alcuni giorni fa abbiamo avuto l’occasione di incontrare Laura e Noemi, due delle admin di “un monologo al giorno”, pagina instagram che, dall’inizio della quarantena, pubblica un monologo (tratto da un’opera teatrale, da un film o da un libro di poesie) quotidianamente e che ha ottenuto un ottimo feedback, superando i mille follower. L’idea nasce da alcune studentesse dell’Unibo, in particolare del DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo ndr) che, quando a causa dell’emergenza Covid viene sospesa ogni attività teatrale e artistica, sentono l’urgenza di fare qualcosa per il teatro, per tenerlo in vita; così decidono di creare una pagina in cui condividere monologhi amatoriali, quiz e altri contenuti inerenti al mondo teatrale. Il loro scopo però non è solo intrattenere ma anche “tenere traccia” ci dicono “dei giorni di assenza del teatro; da questo nasce la quotidianità della pagina che ogni giorno propone una performance e vari contenuti accompagnati dalla data e dal numero del monologo, così da contare i giorni di assenza del teatro”. Questo punto è particolarmente caro a chi gestisce questo progetto: infatti una delle funzioni della pagina è anche osservare l’interesse di quelli che sono, possiamo dire, gli spettatori. Laura ci dice che “la nostalgia del teatro da parte del pubblico è già sentore di un suo futuro ritorno; la nostra volontà è anche quella di monitorare come lo spettatore reagisce all’assenza delle forme teatrali “classiche” per capire qual è lo spazio del teatro nella vita delle persone e, per il post emergenza, quali saranno le forme più adatte per rispondere ai gusti e alle richieste del pubblico.” L’immediato futuro del mondo artistico infatti appare molto incerto e sembra necessario reinventarsi oggi più che mai per rispondere con efficacia alla situazione; le nostre intervistate, da amanti del teatro, auspicano ad una riapertura estiva “almeno nelle strutture all’aperto. Certo poi nei mesi successivi si dovrà pensare con intelligenza a modi e forme teatrali che concilino l’espressione artistica con le necessità del post emergenza.”

Le performance che si trovano sulla pagina sono varie e molti di coloro che le recitano, ci spiegano, non sono attori professionisti ma solo “appassionati di teatro o cinema che si sono voluti mettere in gioco: questo rende per noi ancora più prezioso ogni video, che documenta performance che non ci sarebbero mai state o che nessuno mai avrebbe visto”. Un modo, dunque, anche per tenere viva la propria voglia di fare in un periodo come il lockdown in cui il rischio di appiattirsi e annoiarsi è dietro l’angolo. Questo vale non solo per chi recita i monologhi ma anche per chi li posta e, prima, crea la grafica; Noemi, che si occupa proprio di questo, ci dice che sta imparando moltissimo e che “non è stato facile all’inizio e la grafica è ancora in via di sperimentazione; infatti, siccome il nostro interesse primario è rendere chiaro che ci sono delle persone oltre il video, serviva una grafica semplice, immediata che al contempo fosse sempre la stessa per avere un format; per questo i nostri monologhi hanno delle “linee guida” per chi li produce, perché si crei un mondo in cui l’attore esprime i contenuti al massimo pur nell’assenza di pubblico. E’ necessario, per l’attore e per il pubblico, creare l’illusione della quarta parete” . #Unmonologoalgiorno dunque è un’iniziativa che ci suggerisce, tra le righe, quale potrebbe essere la strada per la ripartenza: pensare con creatività e non con paura al futuro. Dopotutto, Domani è un altro giorno.

di Isabella Colliva

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